Charlie Hebdo. “Islam si dissoci”! Da cosa? … e quel silenzio che non aiuta…

Da più esponenti politici ed anche di primo piano del mondo cattolico viene chiesto alla comunità mussulmana di dissociarsi dai terribili fatti accaduti il 7 gennaio scorso a Parigi. Nel cuore dell’Europa democratica e libera hanno perso la vita dodici innocenti, dodici cari che muoiono massacrati per mano di criminali, infedeli che giustificano le loro azioni in nome di un Dio che appartiene a milioni di altri che con questi fatti non hanno nulla a che fare.

Dissociarsi significa aver prima fatto parte di un gruppo, di un credo, aver condiviso gli ideali e gli obiettivi. Dissociarsi vuol dire non voler più fare parte di quel gruppo, di quel credo, di non condividere più gli ideali e gli obiettivi.

Mi chiedo allora:  Perché invece di chiedere alla comunità mussulmana di dissociarsi non le viene offerta la solidarietà per come quei terroristi hanno tentato di rappresentarla usando il nome di Allah? Siamo sicuri che le vittime durante quei attentati siano solo i dodici cittadini innocenti francesi? Siamo certi che quella violenza non abbia ferito anche l’intera comunità mussulmana che ogni giorno convive in collaborazione e condivisione dei principi di civiltà, libertà e democrazia?

Vedo una scena surreale: I credenti mussulmani che si sistemano alla finestra osservando il campo da calcio dove altri hanno dato vita ad una competizione tra fedi e mettono in discussione la  civiltà. Una partita giocata da chi crede che la sua fede sia moderata e giusta contro gli ultras dell’altra fede.Estremisti in rappresentanza di un credo che appartiene ad altri milioni in giro per il mondo ma che rimangono in attesa che l’arbitro –  il pubblico – comprenda che non è una partita alla pari. Che non si possono mettere in concorrenza di lealtà, di principio di libertà, civiltà e pace due fedi che insieme ripudiano la violenza e predicano in egual misura il rispetto per il prossimo. Ma, ciò che più stupisce è che a rappresentare sul campo da gioco la fede mussulmana sono stati chiamati dai cosi autoproclamati “difensori dell’Europa cristiana” gli estremisti, i terroristi, gli infedeli che usano il nome di Allah ma che non rispecchiano in alcun modo i fedeli dell’Islam.

Chiedo alla comunità islamica moderata, – dichiara Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana – di dissociarsi da quei atti del 7 gennaio scorso”

“L’islam non è una religione come tutte le altre.” – rafforza il pensiero l’illuminato Salvini, presidente del partito Lega Nord – “Nei pianerottoli di casa nostra cè sempre un mussulmano pronto a sgozzarci” – conclude terrorizzando i cittadini ed accusando di crimini inenarrabili l’intera comunità mussulmana sostenuto dal silenzio di quest’ultima.

E’ ovvio però, che in tempi di una comunicazione spicciola, fatta di frasi d’effetto e senza proposte costruttive e risolutive, se la comunità mussulmana rimane in silenzio lasciando che venga fatto il confronto estremisti (islam) ed Europa  è inutile che dopo si stupisca se la accusano di giocare sporco. Aggrappata, forse, alla speranza che il pubblico – europeo/italiano – impari a conoscere il suo credo, questa comunità non si sta facendo un favore e non lo sta facendo neanche all’Europa.

L’Islam è molto lontano dalla cultura europea, è lontano per storia e geografia. E’ un mondo che richiede impegno, approfondimento e comprensione. Non è il contrario di ciò che l’Europa è ma è sconosciuto e spesso mal interpretato. Perciò, occorrerebbe che chi pratica la fede e chi si è dedicato ad andare oltre le frasi fatte si avvicini al popolo ed esprima la posizione dei mussulmani.

Chi conosce il Corano sa bene che la religione mussulmana è basata sul principio della pace. Che il ripudio della violenza è uno dei suoi punti cardine. Eppure, in troppi hanno colto con “entusiasmo” i fatti del 7 gennaio scorso e si sono lanciati alla caccia al voto scagliando appelli ed accuse, più o meno velate, dando cosi un’immagine dei fedeli della religione mussulmana come prossimi sgozzini.

La comunità mussulmana dovrebbe smetterla di stare in silenzio, di voler lasciar il tempo a dare le risposte. Dovrebbe attivarsi per farsi conoscere ed aprire le porte al mondo. Le televisioni, i giornali e socialnetworks sono zeppi di personaggi che la giudicano, la accusano ed invitano altri a prendere le distanze da loro. Ritenere di non dover immischiarsi con questo modo di comunicazione non la renderà più amata agli occhi di Dio, non la renderà superiore agli estremisti politici che nella passività comunicativa dei mussulmani vedono l’assenso delle loro accuse.

Ma voi no, voi…

Vi cucite le bocche e lasciate che altri vi lancino accuse di terrorismo e di alimentare odio dietro a dei richiami che non servono ad altro se non a dare un’immagine di voi come dei criminali. Come se, il difendere il proprio credo sia di per sé un crimine. Come se, pretendere il rispetto per la vostra anima religiosa macchi le vostre mani del sangue degli innocenti di Parigi.

Avete già espresso il vostro dolore per le famiglie delle vittime. Avete dato la vostra solidarietà totale alla Francia ed ai suoi cittadini cresciuti nel senso della libertà di espressione e di democrazia. Non temete allora di ricordare al mondo le parole di qualcuno che conosce molto meglio e ne ha apprezzato l’opera, Marthin Luther King.

“La mia libertà finisce là dove prende inizio la vostra”.

Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero in modo civile e di ricevere pensieri contrastanti al suo in egual modo. Il 7 gennaio è stato progettato da dei infedeli, criminali, organizzazioni terroristiche che nulla hanno a che fare con il credo. Hanno portato via dalle famiglie ed i loro cari dodici innocenti che avevano il diritto di esprimere il loro pensiero, di fare caricature ed ironizzare su tutto ciò potessero. Ciò non toglie, che quelle vignette erano offensive per voi e per il vostro credo, come lo sono stati per i cattolici ed il papà le precedenti. Non dovreste intimidirvi a sostenere le vostre posizioni. Dovreste invece, spiegare al mondo che nei secoli i mussulmani non hanno mai dato una immagine ad Allah e Muhammad (Maometto) perché lo ritengono offensivo paragonarli e rappresentarli da uomini. E quando vengono raffigurati in una caricatura per voi raggiunge la blasfemia.  Insegnate al mondo che il terrorismo non ha fede. Che la vita d’altri non si può negare. Che la violenza non ammessa nella vostra religione e che l’uomo è subdolo, è operatore del suo male e delle sue paure. E che voi nonostante non condivideste quelle pagine condannate ogni crimine.Perché di questo si tratta.

Di criminali che interpretano il vostro credo e usano il nome del vostro Dio per azioni ripudiati dalla vostra fede.

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