Le vongole di Salvini ed i suoi fratelli profughi.

Non occorre essere conoscitori impeccabili dei politici italiani per essere a conoscenza delle idee di Matteo Salvini, il Segretario del partito Lega Nord. Chiunque abbia semplicemente giocato con il telecomando della propria televisione, tra un canale ed altro, si sarà obbligatoriamente imbattuto con l’immagine di Salvini ed avrà sentito ciò che lui, da oramai due anni, predica durante le sue presenze.

Bene, non ultima, ma sicuramente degna della nostalgica trasmissione “La sai l’ultima?”, è la sua contrarietà per la decisione della Commissione dell’Unione Europea riguardante il limite di misura per una vongola perché possa essere pescata.

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Secondo l’UE infatti, una vongola non potrà essere pescata se misura meno di 2,5 centimetri. La decisione viene spiegata perché, raggiunta tale misura massima il mollusco si può definire adulto e già riprodotto. Pescandolo più giovane invece, significherebbe alzare il rischio di vederne sempre meno nei nostri mari. Questo è chiaramente un limite che vedrà impegnarsi i pescatori italiani ad una attentissima vigilanza sul pescato. In caso di disattesa della norma, la Commissione ha previsto delle pene penali e pecuniarie fino a 4 mila euro.

Va detto però, che il limite di misura imposto dall’UE è largamente restrittivo sicché le vongole raggiungono la riproduzione già a misura di 2 centimetri. Altri Paesi, come la Turchia, non facenti parte della Unione Europea, ma che godono degli accordi di libero scambio, portano al nostro mercato molluschi anche di 1.7 cm. Questa norma era collocata nel sistema normativo italiano già negli anni ’60 ed è stata ripresa con lungimiranza dall’Unione Europea. Italia aveva anche previsto una tolleranza del 10% sulla pezzatura (classificazione secondo misure stabilite) della vongola. Cosi, questa ricchezza poteva essere pescata anche di soli 2.3 centimetri.

”La goccia che ha fatto traboccare il vaso, – spiega la Federcooppesca, – è il Regolamento comunitario dei controlli che ha intensificato l’azione delle forze dell’ordine creando cosi problemi alle imprese che devono pagare costi salati anche a fronte di quantitativi minimi di pescato sotto taglia del tutto accidentali” (fonte Ansa). Cosi, Salvini e Lega Nord hanno fatto loro la battaglia di migliaia di pescatori.

Alla luce di tutto questo trambusto – legittimo – vien da domandare al segretario della Lega Nord, dove si trovava prima che questa norma ITALIANA venisse ripresa dall’Unione Europea? Sono oramai cinquant’anni che i pescatori dei nostri mari ne erano a conoscenza. E da quanto si evince dalle dichiarazioni fatte all’agenzia Ansa da parte della Federcooppesca, il timore dei pescatori è concentrato più sui controlli previsti dalla norma europea che sulla salvaguardia della nostra acquacoltura.

Pare chiaro che, per coerenza con la sostenibilità della natura e la valorizzazione dei prodotti offerti ai cittadini, la battaglia andrebbe semmai svolta verso altri obiettivi ossia, quello di incentivare il consumo dei prodotti europei garantiti nella qualità grazie ai serrati controlli e senza rischi per le generazioni future di trovarsi con mari svuotati da questi molluschi.

Ma non saremo neanche a parlare di Salvini se le sue battaglie offrissero prospettive di lungo periodo di crescita e di garanzie.

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Il Segretario infatti, è noto ai più, per essere un bravissimo scavalcatone. Le onde che riesce a prendere sono minacciose, discontinue, inaffrontabili con una semplice tavola da surf ma, lui riesce a farsi sostenere da migliaia e migliaia di persone stesi a schiena in giù al mare, concedendo a Salvini di stuzzicare le loro pance. Lui parla anche di sicurezza, di immigrazione e di NON integrazione. Riesce con naturalezza inserire in quest’ordine e nella stessa frase, tre fenomeni diversi tra di loro e che se sviluppati nel modo corretto nessuno dipenderebbe dall’altro. Lui sfugge alle sue responsabilità e grida al ladro alla solo vista del colore della pelle, della provenienza non comunitaria, – eccezion fatta per i romeni ed i rom,- e chiede con forza la definizione dei confini nazionali.

Dimentica, – probabilmente dovuta ad una malattia rara, perché l’età giovanissima non può giustificare tale mancanza,- che i confini in Europa esistono e sono difesi da tutti gli stati membri dell’UE. Lui scavalca (vedi sù) l’onda del terrorismo, quello della massa dei profughi che scappano dalle loro terre per salvaguardare la vita propria e dei figli. Urla allo scandalo dei 30 euro per ogni rifugiato, –meno adesso che la mafia capitale ha messo inevidenza i veri criminali.– Accusa i migliaia di mussulmani in Italia di essere molto probabilmente degli sgozzatori e mette nella stessa casseruola di brodo lercio, i milioni di immigrati che producono ricchezza allo stato italiano per ben 11% di PIL, con quella minima e fisiologica parte di criminali.

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Li andrebbe forse ricordato che la baby pensionata, Lady Bossi, non potrebbe vedersi stanziata la pensione senza il contributo degli immigrati. Li andrebbe anche ricordato che, Trotta e fratello, con il loro QI e/o preparazione professionale, non sarebbero andati da nessuna parte se non fosse stato per 4 milioni di cui vengono processati per appropriazione indebita ai danni dallo Stato.

Beh, Stato signor Salvini sono anche gli immigrati che contribuiscono giornalmente a mantenerlo sano.

E’ forse, necessario ricordarli Belsito od il suo amato Umberto insieme alla ristrutturazione della casa a spese dei contribuenti?

E per rimanere in tema immigrazione, e soprattutto quella degli ultimi anni, bisognerebbe battere i pugni di memoria di come quei Stati, da dove fuggono terrorizzati i profughi, siano stati colpiti, armati, distrutti politicamente ed alimentati di odio proprio dalle politiche degli stati occidentali in espansione ed insaziabili di ricchezza. Oppure, l’autodefinito “difensore delle radici cristiane europee” crede davvero che le colonizzazioni da noi fatte non abbiamo lasciato segni in quei luoghi? Realmente lei ritiene di pulirsi la coscienza –  come la sua adorata Le Pen, (dichiarazione di ieri a “Dì martedì”, LA7), dicendo ,ebbene, i tunisini ed amici hanno combattuto per la libertà contro le occupazioni, adesso se la tenessero fuori dai cog..ni ops, confini?

E c’è una cosa su tutte che non riesco a spiegarmi: Come fa a chiamare fratelli i profughi che scappano, appunto da situazioni dramatiche, e nel contempo urlare con forza e pretenziosità al terrorismo proveniente da quei posti? Mette nella stessa frase amore e odio. Prima fa il buono, -come se una luce la avesse illuminata,- e subito dopo carica gli animi degli italiani di odio e disprezzo. Facendo passare dei sopravvissuti, nullatenenti, disperati, cristiani e mussulmani come degli invasori feroci. Come soggetti dotati di machiavelliche menti che per conquistare e sottomettere l’Europa, hanno persino bruciato le loro terre, attraversato mari per settimane, rischiato di vedere morire i propri figli, e tutto questo, collaborando con lo stesso occidente che li ha forniti i viveri della guerra.

Al partito ed ai tifosi di Lega Nord, sono serviti più di trent’anni per riconoscere uno delle fondamentali voci della Costituzione Italiana:

L’Italia è unica ed indivisibile. Altre tanto ci hanno messo per  accorgersi che l’attuale norma europea, sul limite massimo della pezzatura delle vongole, faceva parte del sistema normativo italiano da più di cinquant’anni e da lì ha preso ispirazione.

Sono dovuti passare per vilipendi, napoletani puzzolenti, il sud criminale, la Roma ladrona, terroni feci, e ultima Vaffa.. alla Corte Costituzionale.

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Siamo certi che sia questo modo di comunicare, terrorizzare, offendere, rubare quel che si chiama, al servizio dello Stato?

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