Un viaggio

 

Non so neanche cosa portarmi dietro, sicuramente la borsetta con i prodotti personali, un paio di scarpe comode, -quelle eleganti potrebbero non servire ma, se invece sì? Allora, sicuramente due paia di scarpe.

Avrò bisogno cambiarmi i vestiti, e quindi, quanti ne porto con me? Difficile deciderlo se non so neanche quanto starò via.
E poi, dove vado? Non conosco neanche la destinazione… Ma si, che importa! Farò finta di riuscire a viaggiare a lungo. Porterò abiti, magliette, pantaloni, magari anche i cappellini, metterò nella borsa persino la crema protettiva per le giornate al mare. Sì, sì…anche un paio di infradito, e poi un accappatoio, una borsa di paglia, e per sicurezza anche le scarpe da montagna, l’immancabile jeans, la camicia leggera ed ancora, il Tablet, lo Smartphone, ed anche il portatile,- capita sempre di trovarsi senza rete o batteria proprio quando più ne hai bisogno….
Ma,…con cosa viaggio?
In macchina? In aereo? Con la nave?
E poi, perché questo bisogno di viaggiare?
Per passione!
Quella riconosciuta come dolore ed anche quella che i poeti amano associare all’amore.
Allora, la lista solo iniziata delle cose da mettere in valigia è indifferente. Se viaggio per me, ho bisogno solo di un biglietto del treno -adoro il rumore delle rotaie sul ferrovia-. Un biglietto aperto, senza data stabilita di rientro. Un viaggio che possa attraversare monti e campagne, città e paesini, culture e tradizioni. Vorrei osservarli dal finestrino nel silenzio del vagone, tra le goccia della pioggia che si appoggiano sul vetro.

orient 1
E poi ancora il gregge al pascolo e la frenesia di chi corre a lavorare. I piccoli nel prato ed altri nelle giostre più alte. Chi gradisce il thè per colazione e chi del caffè non ne ha mai abbastanza. Tutto ed anche più di quanto io conosca, vorrei incontrare nel mio lento viaggio. Vorrei avere il tempo di assaporare i profumi, legare a me le sensazioni, incastrare negli occhi quelle immagini. Trovarmi in quei luoghi, tra quelle persone, la natura e l’industria senza uscire mai dalla cabina, senza inquinare le loro vite, senza lasciar tracce di me. Ma vorrei i segni di tutto nella mia mente.
Ho bisogno solo di un libro, copertina verde,- adoro questo colore,- rigida e resistente all’acqua, ed anche agli scarichi nervosi di chi se la prende con se stesso infierendo su ciò che ama. Un libro con bianchi fogli a grandezza tascabile. In quel viaggio vorrei raccontarmi con penna indelebile. Potrebbero non bastare le pagine oppure rimanere intatte. Ma io conosco già il titolo, devo solo trovare il coraggio di prendere il treno

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