Donne s-V-u-OTATE!

Accade il 1° febbraio del 1945. Il suffragio universale viene esteso anche alle donne. Da lì in poi saremo stati tutti uguali nei diritti e doveri nei confronti della Repubblica e delle sue istituzioni.

Saremo, certo, perché ancora oggi non lo siamo.

Siamo state legittimate dagli uomini. Da loro continuiamo ancora a farci rappresentare, perché loro, che piaccia o meno, detengono il potere. Un po’ come dire: hai la libertà, la facoltà, il diritto di raggiungere il cielo, ma io uomo prendo un elicottero, tu donna, beh arrangiati, puoi provare a saltare.

Un diritto fasullo. Utile per presentarci come uno stato democratico e con la parità di genere. Peccato che poi, le donne siano costrette a rinunciare alla loro passione politica, lavorativa, e all’istruzione.

Prima, in quanto donne, la famiglia.

Come dire che gli uomini non siano adatti a fare i padri. Come riconoscere l’incapacità del sesso maschile di occuparsi di se stesso. Se la “femmina” ( perché è ciò che siamo ) non si trova a casa ad occuparsi delle faccende quotidiane che accumula una famiglia non può farlo di certo l’uomo.

Donne che non lavorano, non le si permette di farlo, per seguire i retroscena delle  vite pubbliche dei propri uomini. Donne che non studiano,e se studiano rinunciano alla loro crescita professionale, perché l’uomo è l’unico legittimato socialmente a poter raggiungere le vette.

Donne che incontrano un’altra donna indipendente, capace di non stare ai giochi maschilisti della nostra Italia e che nella migliore delle ipotesi la vedono come un idolo irraggiungibile, e nel più comune dei casi invece, quella donna, che rappresenta la quint’essenza della libertà, uguaglianza, lotta contro il pregiudizio, diventa anche ai loro stessi occhi una sprovveduta. Una “non” donna. Che dedica la sua vita a qualcosa di innaturale, non procrea, non si occupa delle faccende di casa e di accrescere l’ego di suo marito. Donne istruite dagli uomini. Doniamo la vita a chi andrà a comandare la nostra. Ci vendono, e ci crediamo pure, che la libertà è presentarsi scosciate, truccate, siliconate alla società. Che avere più amanti sia la miglior rappresentanza di parità di genere.

Colpa degli uomini che possiedono le Istituzioni e colpa delle donne che lo hanno permesso.

Noi donne, capaci di amare i nostri frutti anche se acerbi. Incapaci di insegnare agli uomini che abbiamo partorito di amarci e rispettarci anche dopo lo svezzamento.

Perché se è vero che dietro ad un grande uomo vi è una più grande donna, viviamo in uno Stato con piccole Istituzioni di garanzia all’uguaglianza invaso da uomini.

Ancora più piccole noi che lo abbiamo permesso.

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